La nuova edizione del corso executive “Diversity, Equity & Inclusion nelle Organizzazioni Pubbliche e Private”, promosso dalla Bicocca Academy dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, si conferma un percorso di riferimento per la formazione di figure professionali capaci di guidare l’innovazione organizzativa in chiave inclusiva.

All’interno di questo contesto, nel corso della lezione del 11 aprile 2026, il contributo di Gianna Martinengo, CEO di Didael KTS e fondatrice di Women&Tech® ETS, si distingue per una visione che integra tecnologia, scienze umane e governance, ponendo l’Intelligenza Artificiale al centro di una trasformazione sistemica che coinvolge lavoro, organizzazioni e società.

Oltre la tecnologia: l’AI come trasformazione sistemica

Nel primo intervento, “Oltre la tecnologia. L’AI come trasformazione sistemica”, Gianna Martinengo propone una lettura evoluta dell’Intelligenza Artificiale: non semplicemente uno strumento, ma una leva di cambiamento strutturale.

L’AI viene interpretata come un ecosistema che connette discipline diverse — dalla computer science alle scienze cognitive — e che ridefinisce il rapporto tra persone, lavoro e organizzazioni. In questa prospettiva, la trasformazione digitale non può essere ridotta a un’adozione tecnologica, ma richiede una riprogettazione dei modelli organizzativi e culturali.

Il focus si sposta così sul potenziale umano, sulle competenze trasversali e sulla capacità delle organizzazioni di valorizzare le differenze come driver di innovazione. Un approccio coerente con la visione di Martinengo, secondo cui non esiste innovazione tecnologica senza innovazione sociale. 

Il Diversity Manager nell’era dell’AI

Nel secondo intervento, “Il Diversity Manager nell’era dell’AI. Psicologia, algoritmi e governance dell’equità”, emerge con forza la necessità di ridefinire il ruolo del Diversity Manager.

In un contesto in cui algoritmi e dati influenzano sempre più decisioni e processi, la gestione della diversity non può limitarsi a policy tradizionali, ma deve evolvere verso una governance integrata tra dimensione umana e tecnologica.

Martinengo sottolinea tre dimensioni chiave:

  • Psicologica, per comprendere bias cognitivi e dinamiche relazionali;

  • Algoritmica, per analizzare l’impatto dei sistemi di AI su equità e inclusione;

  • Governance, per garantire modelli decisionali trasparenti e responsabili.

Il Diversity Manager diventa così una figura strategica, capace di intervenire nei processi decisionali mediati dalla tecnologia, assicurando che l’innovazione sia coerente con i principi di equità e inclusione.

Verso una nuova cultura dell’innovazione inclusiva

Il corso executive, articolato in moduli tematici e project work, mira a formare professionisti in grado di progettare e implementare politiche DEI efficaci nei diversi contesti organizzativi. 

Il contributo di Gianna Martinengo rafforza questa prospettiva, evidenziando come la sfida contemporanea non sia solo tecnologica, ma culturale e sistemica: costruire organizzazioni capaci di integrare AI, diversità e sviluppo umano in un modello sostenibile e inclusivo.